Gender is breaking

A settembre tornai single. Affrontai il provino con disinvoltura. «Chi vuole togliersi la maglietta, lo faccia». Lo feci. Fui assunto nel corpo di ballo del Muccassassina, la serata gay più friendly della capitale. Molte prove, molti albeggi, scarse consumazioni. Stappai lo spumante del 2009 sul palco della discoteca. In mutande. Abbracciato a una drag queen. E al mio coinquilino calabrese. Mi iscrissi alla magistrale. Fu l’anno di Slavoj Žižek, Judith Butler e della feminist film theory. Fu l’anno del waacking. Continua a leggere... about Gender is breaking

Tornare a casa. Appunti su 108 metri e la costruzione di un immaginario working class

Lavoro nella ristorazione. Ho imparato a fare il commis de rang, poi il barista, per poi passare a chef de rang. Ho scalato la gerarchia della brigata di sala. Ho lavorato in ristoranti italiani gestiti da italiani, austriaci, italo-ungheresi-austriaci. Ho avuto conferma, vivendo nel centro di questa Europa blindata, che per i quattrinai la nazionalità importa zero, le differenze linguistiche fanno parte della superficialità delle cose, folklore. Continua a leggere... about Tornare a casa. Appunti su 108 metri e la costruzione di un immaginario working class

Working class hero - "Amianto" e "Meccanoscritto", libri compagni di viaggio

“Avrei voluto che questa storia non fosse davvero accaduta. Come si dice? Frutto della fantasia dell’autore. Invece è la realtà che ha bussato alle porte di queste pagine. L’immaginazione ha riempito i buchi come stucco di poco pregio e ha ridisegnato certi episodi per meglio riprodurre le vicende di una vita e di una morte. Di una biografia operaia”.

Qual è la storia che si vorrebbe non fosse accaduta? Continua a leggere... about Working class hero - "Amianto" e "Meccanoscritto", libri compagni di viaggio

Mario non lo saprà

Mario non lo saprà e forse è meglio così. L’avrà ascoltata mille volte quella traccia gracchiante incisa su una musicassetta, e ogni volta si emozionava. Occhi lucidi e sognanti persi tra le note.

Mario se n’è andato due anni fa. Sette giorni dopo l’uscita de Il tenore partigiano, tre giorni dopo averlo finito di leggere.

Era costretto a letto, novantaquattro anni e tanti acciacchi. La testa però sempre lucidissima. Continua a leggere... about Mario non lo saprà

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