"Tutto documentato, tutto arbitrario". Fiction e non-fiction tra mutualismo ibrido e narrativa working class

Fiction e non-fiction si possono impastare? E come? C'è una formula magica con cui miscelare un po' di sbobba creativa con il pasticcio di ricordi e sensazioni che caratterizza l'esperienza? Esiste un rapporto di subordinazione, di dipendenza o di alternanza, una combinazione vincente per riconfigurare la realtà in un formato tascabile? Continua a leggere... about "Tutto documentato, tutto arbitrario". Fiction e non-fiction tra mutualismo ibrido e narrativa working class

Api working class: ancora su fiction e non fiction in 108 metri

Questi e altri libri ancora, mettendosi in relazione tra di loro, fanno con le retoriche imposte dal padrone quello che le api del Prunetti fanno con l’Entità: le circondano, le soffocano, moltiplicano le controstorie e le raccontano da mille punti di vista differenti. È ciò di cui sentiamo il bisogno, ora più che mai. Continua a leggere... about Api working class: ancora su fiction e non fiction in 108 metri

A proposito di fiction/non fiction in Amianto e 108 metri

Per quanto riguarda la questione fiction/non fiction, direi che in questo libro ho fatto finta di fare fiction. Che forse oggi è il modo migliore per scrivere un romanzo: cercare di non fare il romanzo/romanzo per fare altro, ma che è narrativa a tutto tondo. Quindi c’era una sfida non da poco: usare il romanzo per raccontare la classe lavoratrice e non la borghesia, e farlo dall’interno. Continua a leggere... about A proposito di fiction/non fiction in Amianto e 108 metri

Dopo la lettura di #108metri di Alberto Prunetti: appunti su fiction e non-fiction, problemi etici e poetici

Sui problemi etici e poetici dello scrivere «oggetti narrativi non-identificati» e su come il Prunetti ci lavora sopra. Si parla anche di Orwell, Montanelli, Saviano, Lilin, Pansa e altri. Avvertenza: sassi sparati fuori dalle scarpe come se grandinasse. Continua a leggere... about Dopo la lettura di #108metri di Alberto Prunetti: appunti su fiction e non-fiction, problemi etici e poetici

Il dicibile e l’indicibile di una storia

Scrittura e memoria

La narrazione del “centro” dell’antichissima città è una sorta di paniere concentrico di “narrazioni di narrazioni”, tenute assieme da un filo, che è la “storia indicibile”: la quale viene per così dire resa possibile dalla serie frammentata, ma non dispersiva delle storie dicibili, dette, ridette, ripensate, sentite, immaginate. Ambiti autobiografici di riflessione e di azione che, nel particolare laboratorio di scrittura e lettura che è il libro, più che didascalicamente “detti” e “ridetti”, sono indicibilmente “vissuti”. Esistenzialmente memorizzati, dimenticati, lasciati per il momento in disparte, per riaffiorare chissà come chissà quando. Forse. Continua a leggere... about Il dicibile e l’indicibile di una storia

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