Sorpresa, questo recensore è uno dei personaggi - Daniele Giglioli da La Lettura

28 May, 2018 - 10:56
autore/i: 
Daniele Giglioli

Onestà impone che il recensore avvisi il lettore circa il fatto che lui, il recensore, non il lettore, è un personaggio secondario del libro che sta recensendo, La Controfigura di Luigi Lollini. Ma non solo onestà. Tutto il testo ruota intorno alla domanda: che cosa significa, nella vita e non nella fiction, essere un personaggio secondario? E che cosa accade quando un personaggio secondario incontra un personaggio principale, o comunque uno che aspira a esserlo? È il tarlo che rode Alberto, alter ego dell’autore, che all’università conosce uno studente ungherese, Eduardo Rózsa Flores, rappresentante – siamo nel 1988 – della gioventù comunista di quel paese, boliviano di nascita, ebreo di stirpe, poliglotta, estroso e carismatico. E che lo va a trovare l’anno dopo in Ungheria col suo amico Daniele, anche lui affascinato da quell’affabulatore con cui trascorrono giorni sempre brilli ma destinati a restare nella memoria.

 

Gli anni passano, ci si perde di vista, la vita fa quel che deve fare, finché nel 2009 Alberto scopre che Eduardo è stato ucciso dalle forze speciali in Bolivia, dove pare si trovasse per rovesciare il governo di Evo Morales. Com’è possibile? Comincia una lunga investigazione, ricerche su internet, colloqui con amici, parenti, colleghi, giornalisti, diplomatici. Ma via via che le informazioni si accumulano la figura di Eduardo si fa sempre più sfumata. Chi era davvero? Giovane comunista, due golpe nella sua infanzia, Bolivia e poi Cile, allievo alla scuola del Kgb di Minsk, corrispondente di guerra in Jugoslavia, si arruola coi croati ed è sospettato di aver ucciso due giornalisti. Congedato come colonnello torna in patria, si converte all’islam (lui ebreo, poi vicino all’Opus Dei), gira un film sulla sua vita (Chico, c’è su YouTube), si avvicina alla destra xenofoba di Jobbik, lascia tracce in Iraq, compare in Zona di Mathias Enard, fino alla conclusione su cui resta buio fitto. Tutto incredibile e tutto vero. Chi lo ha reclutato? È un terrorista (ha frequentato Carlos lo «Sciacallo»), un provocatore, un idealista pasticcione, un contractor dei servizi, ma quali?

 

Ma La Controfigura non è solo la storia di Eduardo. È anche quella di Alberto, ossessionato da quel fantasma ambiguo, manipolatore, persecutore, che gli invade come un’abitudine morosa tempo e immaginazione ponendogli un enigma nella cui soluzione sta anche il segreto della sua, di esistenza. Con Eduardo Alberto ha incontrato il protagonista di un epos; o forse un demone meschino; o le due cose insieme e altre ancora. È la sua occasione di gettare uno sguardo là dove le piccole persone, le persone normali, di regola non vanno. Ma più Eduardo si perde nella nebbia, più Alberto riconosce sé stesso, il suo destino e quello dei suoi amici, del suo paese, delle piccole persone che non fanno la storia perché, semplicemente, la sono. L’ossessione privata ha messo capo a un grande romanzo corale. A Eduardo, che era ovviamente anche poeta, non è mai riuscito nulla di simile.