Il romanzo della capitale non ha mai un lieto fine - Andrea Gaiardoni da "Il Venerdì di Repubblica"

15 September, 2016 - 12:43
autore/i: 
Andrea Gaiardoni
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Roma si può e si deve osservare anche da altrove. Dalle periferie ad esempio, tema ormai scomparso dalle agende dei partiti. È da lì che parte la narrazione di Giuliano Santoro, da una sera d’estate del 2014, quando su un marciapiede del quartiere di Tor Pignattara rimane a terra Shahzad, migrante pakistano ammazzato a calci e pugni da un minorenne italiano, vittima di un razzismo grossolano ma anche di un collasso urbano e ideologico. Un episodio dove la condanna del responsabile rischia soltanto di servire ad archiviare come singolo episodio quanto accaduto senza capirne i perché. "A lavare la coscienza collettiva" come scrive Santoro. Scriveree documentare serve anche a questo, a strappare il velo d'indifferenza che avvolge la città.

Da Il Venerdì di Repubblica