Girolamo De Michele

Girolamo De Michele è nato fra le diossine di una città del sud e vive fra le emissioni nocive di una città del centro-nord di una nazione a sud dell'Europa; non fuma per non fornire alibi futuri. Non contento di respirare nocività, lavora nella scuola pubblica come probapossibile insegnante, e a volte sembra credere che life is a state of mind. Scrive un po' di tutto, dalla narrativa (Tre uomini paradossali, 2004; Scirocco, 2005; La visione del cieco, 2008; Con la faccia di cera, 2008) alla filosofia (Felicità e storia, 2001; Filosofia. Corso di sopravvivenza, 2012; Le parole, le cose, l'arme e 'l capitano, 2016) alla polemistica (La scuola è di tutti, 2011); ha inoltre curato l'autobiografia di Toni Negri (Storia di un comunista, 2015). Collabora con la Scuola di dottorato in filosofia dell'università di Padova, dove ha curato l'edizione critica del corso di Deleuze su Foucault (Gilles Deleuze: "Sur Foucault 1985-1986", pubblicata nell'archivio aperto dell'università "Padua@research"); coordina lo spazio politico-letterario Povero Yorick sul sito www.euronomade.info. Una delle poche cose di cui si è pentito è di non aver stretto la mano a Kurt Cobain, quando l'ha incontrato. Si tiene stretti i suoi amici, e ancor più stretti i suoi nemici.

Articoli : 

Quattro ipocrisie da sfatare sui fatti di Gorino

La comprensione delle cause di lungo periodo non può trasformarsi in un alibi sociologizzante per tradurre la comprensione in assoluzione. Perfino Benedetto Croce – ci mise del tempo, ma alla fine lo capì – fu capace di dire che per quanto il fascismo fosse un prodotto della storia ciò non comportava la sua accettazione morale e politica Continua a leggere... about Quattro ipocrisie da sfatare sui fatti di Gorino.