Pozzi#2 (Non si sevizia un paperino)

Mani scavano nella terra, artigliano erba e zolle, frenetiche. Appartengono a una donna, voragini marroni per iridi, lunghi capelli scuri scarmigliati. Bellissima, pure mentre il suo volto magro si contrare in ringhio e il sangue cosparge le dita nello sforzo di portare alla luce un macabro tesoro. Ossa, umane, infantili. Le solleva attenta a sorreggere il teschio, con i neonati è il solo modo giusto. Continua a leggere... about Pozzi#2 (Non si sevizia un paperino)

#Pozzi, perché leggere un ibrido narrativo a puntate

A distanza di quarantasei anni la storia dei bambini morti nei pozzi di Bitonto, ripercorsa tra reportage lirici e sequenze filmiche ultra gore, con i mezzi del racconto giornalistico e della ficiton orrorifica, offre una chiave di interpretazione lucidissima sulle narrazioni tossiche legate alla cronaca nera e alla loro manipolazione politica e propagandistica. Continua a leggere... about #Pozzi, perché leggere un ibrido narrativo a puntate

Tornare a casa. Appunti su 108 metri e la costruzione di un immaginario working class

Lavoro nella ristorazione. Ho imparato a fare il commis de rang, poi il barista, per poi passare a chef de rang. Ho scalato la gerarchia della brigata di sala. Ho lavorato in ristoranti italiani gestiti da italiani, austriaci, italo-ungheresi-austriaci. Ho avuto conferma, vivendo nel centro di questa Europa blindata, che per i quattrinai la nazionalità importa zero, le differenze linguistiche fanno parte della superficialità delle cose, folklore. Continua a leggere... about Tornare a casa. Appunti su 108 metri e la costruzione di un immaginario working class

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